Ogni giudizio nasconde un travaglio interiore, un contorcersi di affermazioni e tesi contrastanti, un tumulto da cui nasce una prospettiva privilegiata che ogni volta cerca nuova conferma.
La limpidezza della scelta spesso è solo apparente: scegliere è valutare tutte le fazioni, abitarle e poi privilegiare quella che il cuore e la logica sentono più affine. Il vero pensatore è consapevole che non deve tagliare del tutto i ponti con l’altra parte, il dialogo avviene prima di tutto dentro sé stessi e il dialogo fa sì che un giudizio non sia una semplice presa di posizione ma un sentiero intrapreso con cognizione e maturità.
Oscillo tra un verdetto e una caduta
false sicurezze, il cerume del giudizio
depositato come tarlo nella mente.
Si scivola in ombre conturbanti
in spasmi di tremore affoga
la certezza che più non rischiara.
La voce ostenta, la pagina sancisce
ma dentro vacilla il mondo.
Ogni affermazione cela negazioni
e contrasti. Confuto ciò che esterno
e di questo conflitto vive la pagina
non più bianca.
Tribolare per conoscere
patire per enunciare
la propria parola.
Corinne Vosa
Foto di Chidy Young




