Ci sono periodi, più o meno lunghi, in cui la nostra luce interiore si affievolisce e la mente inciampa in una laguna di apatia e inconcludenza e l’individuo stesso diventa il primo ostacolo alla riuscita dei propri sogni, addormentato in un limbo di torpore e insensibilità.
Si attenua il mormorio della luminescenza
a bassa voce scandisco attimi di incuranza
in trasparenza battiti storpiati
il fosso aspetta le ginocchia contrite
muore il raggio vivido
in un tenue attacco di sonno
decelera il tempo
si adagia il tumulto di vivere
nell’abbraccio disordinato di una coperta
deprecabile ogni bagliore di energia
si regolarizza l’intermittenza
nell’apatia di un giorno che aspetta.
Incerta la diagnosi, la dopamina si assenta.
L’azione soffoca nel monito di uno sbadiglio.
Foto di Pedro Gabriel Miziara




