La crescita nel poetico E i figli dopo di loro è un percorso tortuoso e accidentato, scandito da tappe e ferite, cicatrici e sogni che si prolungano nel tempo senza trovare un compimento.
Estate 1992. La noia di una giornata estiva come tante altre tortura in riva al lago Anthony e suo cugino. Cercano una distrazione, la trovano nell’incontro con due ragazze, ma da quel momento nulla sarà più come prima per Anthony. L’amore si fa goffamente strada, un viale in salita, solcato da imbarazzo e non detti. Un incidente scatenante stravolgerà la famiglia del giovane. Quattro estati, quattro stagioni della vita che precedono l’afflusso alla vita adulta. Due costanti: amore e rabbia, desiderio e vendetta. I destini di vita di Anthony e del giovane ribelle Hacine si intrecciano determinando moti e cambiamenti, turbolenze e strappi irreversibili. Un epilogo inaspettato disporrà l’inizio di una nuova fase di vita. Dietro la curva della strada e la collina che la affianca si nasconde il futuro.

E i figli dopo di loro © 2024 –CHI-FOU-MI PRODUCTIONS – TRESOR FILMS – FRANCE 3 CINEMA – COOL INDUSTRIE
Presentato all’81esima Mostra del cinema di Venezia e vincitore del Premio Marcello Mastroianni per l’interpretazione di Paul Kircher, E i figli dopo di loro è tratto dall’omonimo romanzo di Nicolas Mathieu, un complesso e affascinante racconto di formazione ambientato nell’Est della Francia, tra altiforni spenti e fabbriche dismesse. Un ambiente quasi inospitale, troppo desolato e abbandonato a sé stesso per appagare una gioventù che pulsa di vita e fremiti, ambizioni e voglia di emozionarsi.
Una vitalità che si esprime nelle inquadrature a tutta velocità e nelle scelte musicali, dagli Abba con I will survive a Springsteen con Born to Run, passando per l’intimismo viscerale di Nothing Else Matters dei Metallica. Si contrappone alla Francia dell’Est l’immagine di Parigi, mai inquadrata eppure presente nella mente dei personaggi, anche quelli che non ne sono consapevoli. Parigi è sogno e fuga, evasione e possibilità di realizzarsi altrove.
La regia dei gemelli francesi Ludovic e Zoran Boukherma gestisce con grande maturità ed eleganza l’alternanza tra dilatazione temporale e accelerazione, gestendo di fatto un realismo tendenzialmente percettivo, ovvero una rappresentazione della realtà vincolata alle percezioni dei personaggi. Pertanto quando sperimentano noia o al contrario sono assediati da sensazioni difficili da gestire come imbarazzo e tensione – la maggior parte del film- il tempo narrativo si fa lento e dilatato, pesa sui personaggi, quando invece subentra l’adrenalina si fa largo un momento liberatorio di perdita di controllo. Suggestive in tal senso le scene che mostrano la visione spazio – temporale deformata del motociclista: come spettatori siamo travolti da quell’urgenza di libertà ed estasi e la moto diventa un simbolo potente di prosecuzione, fame di vita e catarsi.
E i figli dopo di loro è un film potente e viscerale che ti entra dentro. Accompagna in un mondo di sensazioni ed emozioni che si percepiscono come nuove, mai sperimentate. Sbucano dal nulla le prime attrazioni con i loro confusi e intensi turbamenti, l’ingenuità e la timidezza di un incespicante approccio alla persona desiderata, momenti di rabbia violenta o frustrazione che accecano e trascinano in un mare di guai. La costruzione del sé passa per il rapporto con l’esterno e la capacità di affrontare la paura. L’identità si plasma lentamente, materia caotica che cerca un proprio ordine e senso.
Otto anni in cui il sogno di un amore, febbrile e sfuggente al contempo, si avvicina e allontana come un misterioso dondolio irregolare in cui fugace e dirompente è un tratto, mentre la restante traiettoria si distingue per un movimento lento e pesante. Tra le rovine di questa Francia momenti di tensione dilaniante minacciano il quieto vivere e moderni duelli al sole richiamano il fascino del genere western. La meravigliosa colonna sonora originale di Amaury Chabauty accompagna i momenti più significativi, evocando dimensioni nostalgiche, come quella immaginativa e all’unisono corporea del sogno romantico. Un pulviscolo di luci e miraggi destinato a spegnersi prima o poi? Uno sbandamento sensoriale che avrà una fine?

© 2024 –CHI-FOU-MI PRODUCTIONS – TRESOR FILMS – FRANCE 3 CINEMA – COOL INDUSTRIE
Ci sono inoltre scene che costruiscono con efficacia il crescendo di emozioni condivise. Il pretesto può essere una musica, dei fuochi d’artificio o i Mondiali, ma quello che conta è che una moltitudine di personaggi si scopre per qualche breve istante in connessione profonda. Questo non è affatto scontato in un film che tra le varie sfaccettature ha quella dell’incomunicabilità. E chissà se questa sinergia empatica, introiettata e vissuta con costanza, non sia il vero tassello della crescita insieme alla consapevolezza che Parigi non è per sempre.
CAST ARTISTICO
Paul KIRCHER – Angélina WORETH – Sayyid EL ALAMI – Louis MEMMI – Ludivine SAGNIER – Gilles LELLOUCHE – Christine GAUTIER – Anouk VILLEMIN – Lounès TAZAÏRT – Victor KERVERN – Thibault BONENFANT – Bilel CHEGRANI – Barbara BUTCH – Con la partecipazione di Raphaël QUENARD
CAST TECNICO – Scritto e diretto da Ludovic e Zoran BOUKHERMA – Tratto dall’omonimo romanzo di Nicolas Mathieu, pubblicato in Francia da Editions Actes Sud, vincitore del Prix Goncourt 2018, pubblicato in Italia da Marsilio Editori- Prodotto da Hugo SELIGNAC e Alain ATTAL – Colonna sonora originale Amaury CHABAUTY – Direttore della fotografia Augustin BARBAROUX – Montaggio Geraldine MANGENOT – Scenografia Jérémie DUCHIER – Costumi Clara RENÉ – Casting Marine ALBERT, A.R.D.A – Primo assistente alla regia Pascale JEANNIARD – Supervisore alla sceneggiatura Marie MAURIN – Suono Remy CHANAUD, Clément BADIN, Pierre BARIAUD, Charlotte BUTRACK, Florent CASTELLANI, Jean-Paul HURIER – Responsabile di produzione Clément TREHIN-LALANNE – Direzione generale Philippe LE FORESTIER – Assistente di produzione Paco DE BARY – Supervisore musiche Emmanuel FERRIER – Post-produzione Pauline GILBERT – Co-prodotto da Chi-Fou-Mi Productions, Trésor Films, France 3 Cinéma, Cool Industrie
Con il supporto di Canal+ – Con la partecipazione di Max et France Télévisions – Con il supporto di La Région Grand-Est, du Conseil Départemental des Vosges, la communauté d’agglomération d’Epinal et du CNC – Distribuzione francese Warner Bros. Pictures – Distribuzione italiana Fandango Distribuzione – Vendite internazionali Charades
Photo : Marie-Camille Orlando
© 2024 –CHI-FOU-MI PRODUCTIONS – TRESOR FILMS – FRANCE 3 CINEMA – COOL INDUSTRIE




