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Illusione: il tramonto di un sorriso, l’alba della malinconia

Francesca Archibugi dirige Illusione, un dramma psicologico crepuscolare dove la realtà sfuma nella finzione e prende vita un racconto di formazione insolito ed enigmatico dove crescere e conoscere sé stessi è la vera sfida

Periferia di Perugia. In un fosso viene ritrovata una ragazzina, dapprima scambiata per un cadavere. La polizia sta per portare via il corpo quando un sospiro la svela ancora viva. Si chiama Rosa Lazar ed è una sedicenne moldava, evasiva sul suo passato. La sostituta procuratrice Cristina Camponeschi è chiamata ad occuparsi del caso e presto anche lo psicologo Stefano Mangiaboschi, unica persona con cui Rosa decide di aprirsi un minimo. I due inseguono due indagini parallele: la Camponeschi è alla ricerca di scenari illegali internazionali che arrivino alla radice del crimine, Stefano procede sul binario di un’indagine psichiatrica che scava nel vissuto di Rosa per carpire segreti e verità di una ragazza sempre troppo gioiosa ed esuberante, sospettando un profilo psicologico non così usuale.

Scena del film Illusione con Michele Riondino e Angelina Andrei @Jarnoiotti


Illusione è un dramma psicologico dal fascino crepuscolare e ineffabile. Il confine tra reale e illusorio è sfumato, quello tra morale e ambiguità è labile, intangibile. Al centro del mistero questa sedicenne insolita, una moderna lolita, intrappolata in un mondo che trasfigura la realtà dei fatti, ovvero una condizione di ingenuità esasperata, uno stato di eccitazione continuo. Un’eterna bambina, ma sensuale e comoda in situazioni torbide e tutt’altro che infantili e caste. Il fantasma della prostituzione minorile è lì, ma c’è di più, o almeno questa è la sensazione che Illusione emana.


Questo film ha una genesi particolare: un pomeriggio in un bar la regista Francesca Archibugi leggendo il giornale incappa in un trafiletto che parla di un caso curioso, il ritrovamento in un fosso al margine della superstrada di una giovanissima prostituta slava che dapprima era stata creduta morta. La mente inizia a lavorare. Nasce Rosa Lazar e lentamente prendono forma anche gli altri personaggi in un soggetto di centinaia di pagine, colmo di spunti e riflessioni. Successivamente arriva il lavoro di riduzione per trasformarlo in un film, realizzato con gli sceneggiatori Laura Paolucci e Francesco Piccolo, che hanno dato un ordine e una struttura chiara e cinematografica a una storia già di per sé affascinante e stratificata.


Il limite di Ilusione forse è quello di non mantenere del tutto le sue promesse: nel finale si aspetta invano un colpo di scena che stravolga tutto, in linea con i più ricercati thriller psicologici, genere a cui il film fa riferimento; quel titolo, Illusione, acquista meno forza uscendo dalla sala e focalizzandosi sullo sviluppo dell’indagine giudiziaria, che prende il sopravvento su quella psicologica. Tuttavia anche se un po’ relegata in sordina anche quest’ultima è delineata e il perturbante nasce soprattutto dalla condizione psichica di Rosa, dalle sue sembianze irreali, evanescenti, oltre che da una purezza deturpata dal fango dello squallore umano.


Il maschile viene vissuto ambiguamente. Anche i personaggi maschili più positivi nascondo un lato oscuro, che li rende interessanti ma anche pericolosi. Non c’è un vero porto sicuro, qualcuno che sia del tutto rassicurante e accogliente, tranne forse la suora anziana. Questa sensazione di instabilità contribuisce al fascino del film. Non ci sono buoni e cattivi, ma personaggi complessi, che reprimono un ventaglio emotivo non indifferente. Un concentrato di sottintesi ed enigmi aperti. Francesca Archibugi esplora terreni impervi, inaccessibili e per questo eloquenti.


Jasmine Trinca è controllata, rigorosa, quasi virile e inarrestabile nella sua ricerca della verità. Ha alzato una barricata possente che non abbandona quasi mai, fino a quando intravediamo una fragilità che la rende un personaggio a tutto tondo, tridimensionale ma senza che venga rivelato alcunché del suo passato. La forza dei personaggi è nel residuo di mistero che li travalica senza mai essere razionalizzato in antecedenti chiari del passato che fungano da motivazione alle loro azioni. Questo discorso vale in parte anche per Michele Riondino che si fa nel film sempre più distante e inaccessibile, al punto da essere per noi il contrario di quello che Rosa vedeva in lui: se per lei era un confidente rassicurante, per noi spettatori diventa una sagoma dall’alone inquietante.

Scena del film Illusione con Angelina Andrei @Jarnoiotti


Illusione è un film magnetico e intriso del mistero di un’umanità chiusa nei propri demoni interiori. L’unica che sbandiera la propria emotività con spontaneità e incuranza del pericolo è Rosa Lazar, interpretata da Angelina Andrei. La sua solarità conquista lo schermo, seduce lo spettatore non tanto per la bellezza estetica ma per lo splendore interiore che irradia, per l’ingenuità con cui si avventura in un mondo subdolo e rischioso. Rimane l’illusione di un mondo incantato che dispiega le proprie meraviglie ai puri di cuore, quel mondo che vedeva Rosa. Rimane un risveglio amaro, necessario ma doloroso. Forse è anche questa la potenza di Illusione. La storia di un sorriso che tramonta e una grigia malinconia che sorge. Affacciarsi alla vita vera è accogliere questa tristezza?

Data di uscita: 07 maggio 2026 – Regia: Francesca Archibugi – Soggetto: Francesca Archibugi – Attori: Jasmine Trinca, Michele Riondino, Angelina Andrei, Vittoria Puccini, Filippo Timi, Aurora Quattrocchi- Francesca Reggiani – Paese: Italia, Belgio – Durata: 107 min – Sceneggiatura: Francesca Archibugi, Francesco Piccolo, Laura Paolucci – Fotografia: Francesco Di Giacomo – Montaggio: Esmeralda Calabria – Scenografia: Giada Calabria – Musiche Originali: Battista Lena – Costumi: Catherine Buyse –
Produzione: Fandango, Rai Cinema – Coproduzione: Tarantula – Foto: Jarnoiotti-

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