Arriva al cinema il nuovo adattamento di Ragione e sentimento di Jane Austen: un’immersione autentica nella febbre dell’amore alla scoperta del vero sentimento e di una saggezza che gli è annessa.
Un inno alla vita che attraversa i sentieri del tumulto e dell’ardore per approdare sulle sponde di una nuova prospettiva, capace di conciliare le emozioni più intime con la saggezza di un amore che non corrode ma innalza e protegge.

Le emozioni forti incantano. Devastano appassionatamente. Marianne Dashwood ne è fortemente attratta. Vive del battito di sogni totalizzanti e non accetta in alcun modo la mediocrità. Ai suoi occhi un uomo senza passioni è amaramente deludente. Il colonello Brandon sembra rispecchiare questa mancanza di vitalità e raffinatezza, mentre l’esuberante e galante Willoughby la sorprenderà e conquisterà il suo cuore. La sorella Elinor intanto si innamora del giovane Edward Ferrars, con il quale instaura una sintonia tutt’altro che ordinaria, ma si trova presto a chiedersi se il suo amore sia corrisposto.
Ragione e sentimento è la storia delle sorelle Dashwood e della scoperta di una nuova età, del loro distacco dalla fanciullezza per abbracciare una vita adulta e di quel sentimento che tanto hanno atteso: l’amore. La regista Georgia Oakley abbraccia l’entusiasmo giovanile delle sue protagoniste e ne restituisce l’intensità attraverso una regia palpabile ed elegante. Un’impressione di autenticità e freschezza si dirama e impregna di selvatica ponderatezza un racconto tanto passionale quanto ragionevole.
La fotografia di Arnaud Potier richiama i dipinti dell’epoca, evitando i forti contrasti o i colori saturi tipici di molto cinema contemporaneo. Una poetica della gentilezza, intesa come morbidezza e raffinata semplicità, mancanza di ostentazione e candore immacolato connota Sense and Sensibility. La scelta di girare in gran parte in 35 mm con obiettivi Panavision Vintage garantisce ulteriore naturalezza, prediligendo l’imperfezione all’artificio, il vissuto all’edulcorato.
Ma la forza di questo film è anche nei suoi interpreti. Daisy Edgar-Jones riesce nel tentativo di mostrare la parte più fragile e sensibile di Elinor, attingendo alla sua innata capacità di portare sullo schermo il tremolio ma anche la luminosità del soffio vitale dei personaggi che interpreta. Un’interprete di spessore che trova supporto in un cast selezionato con accuratezza, a partire dalla presenza di Esmé Creed-Miles: i suoi occhi conquistano lo spazio, divorano l’aria, così come afferrano la vita. Fascino e schiettezza, spontaneità e libertà ne fanno una Marianne selvaggia nella purezza delle proprie emozioni e nell’attitudine indomabile.
La compostezza nobile e introversa di George MacKay e Herbert Nordrum, la comicità eccentrica di Fiona Shaw, il disgusto ostile di Stacy Martin. Ogni interprete è centrato e contribuisce a rafforzare il fascino di un film che cavalca le atmosfere malinconiche e idilliache di Jane Austen, vagando tra i paesaggi rurali e riscoprendone l’aristocrazia rigorosa e austera ma anche la genuinità contagiosa delle Dashwood.

Ragione e sentimento ricerca la contemporaneità senza ancorarsi a un’estetica moderna. Il suo stile abbraccia un’effervescenza che rivitalizza il classico senza tradirlo o forzarlo. Diventa tangibile il flusso di immagini e movimenti di macchina che amplificano la dimensione sensoriale ed esaltano l’elemento naturale, trasformando questa trasposizione cinematografica in un vissuto potente ed emozionante, senza rinunciare a discrezione e delicatezza. In sala dal 22 ottobre.




